Referendum: la risposta è NO
Convegno conclusivo sul Referendum e 15 motivi per votare NO
Questa è la newsletter del Movimento 5 Stelle Toscana, uno spazio per raccontare cosa succede in Consiglio e in Giunta regionale, e le principali iniziative nei territori.
Abbiamo finito questa mattina le pratiche per designare 531 Rappresentanti di Lista M5S in tutta la Toscana! Grazie a tutti gli attivisti e buon lavoro ai rappresentanti! Racconteremo i dettagli nella newsletter di settimana prossima.
Oggi condividiamo giusto due video e 15 punti che potreste condividere con chi sappiamo in dubbio o non cogliere l’importanza del NO.
🟡 La risposta è NO: evento conclusivo
Se volete vedere l'evento conclusivo del Movimento 5 Stelle, ecco il video integrale.
Riportiamo un commento di Giuseppe Conte: “Non possiamo consentire che questa riforma sia affidata a personaggi come Delmastro o la capa di gabinetto Bartolozzi. Siamo passati dai padri costituenti a questi personaggi. È evidente che il No ha un connotato politico. Noi rimaniamo al tecnico ma saliamo al contenuto morale, perché questo è un No che si colora di tanti risvolti. Noi vogliamo rivendicare il fondamento del nostro stato democratico.”
🟡 La Costitituzione è NOstra
Qui invece la serata conclusiva organizzata dal Fatto Quotidiano, di cui alleghiamo i 15 punti per votare NO.
1. PIÙ ERRORI GIUDIZIARI
Votiamo No alla “riforma” Nordio-Meloni perché, dividendo le carriere dei magistrati, i pubblici ministeri diventeranno - come dice Nordio - “avvocati dell’accusa”: verranno educati separatamente dai giudici ad accusare e incastrare più gente possibile, trascurando gli elementi a favore dell’indagato che oggi sono obbligati a cercare e perdendo l’imparzialità e la tensione alla verità processuale.
Così saranno più “giustizialisti” e “autoreferenziali” (avranno un Csm tutto per sé e si promuoveranno in autonomia). Commetteranno più errori e indurranno anche i giudici a sbagliare di più. Infatti i migliori magistrati sono stati sia pm sia giudici: Falcone, Borsellino, Livatino, Caselli, Borrelli, D’Ambrosio, Davigo, Colombo, Turone, Maddalena, Galli, Occorsio, Sansa, Almerighi, Gratteri e tanti altri.
2. PIÙ POSTI E COSTI DI CASTA
No perché la “riforma” - lo ammette lo stesso Nordio - “non c’entra niente con l’efficienza e la rapidità della giustizia”. In compenso affida il lavoro oggi svolto dal Csm unico a ben tre organi costituzionali: Csm dei giudici, Csm dei pm e Alta Corte disciplinare, moltiplicando i posti (da 33 a 78) e i costi della casta (da circa 50 a circa 150 milioni di euro l’anno) senza risolvere nessuno dei gravi problema della giustizia.
3. PIÙ POLITICA
No perché la “riforma” - confessa Nordio - “riequilibra i poteri fra politica e magistratura” a favore della prima per “restituirle il suo primato costituzionale”: ma nella Costituzione il primato è della legge, che è uguale per tutti, politici in primis.
4. PM SOTTO IL GOVERNO
No perché, nei Paesi con le carriere divise (Portogallo escluso), i pm dipendono dal governo.
5. POTENTI INTOCCABILI
No perché Nordio, Tajani, Bartolozzi & C. hanno già dichiarato che, dopo aver incassato dai cittadini ignari l’assegno in bianco del Sì, completeranno l’opera con leggi ordinarie: impediranno che un ministro sia indagato (Nordio cita Mastella nel governo Prodi-2, spiegando alla Schlein che la svolta converrà anche al Pd quando tornerà al governo); toglieranno ai pm - lo promette Tajani - la direzione della polizia giudizaria, che così rientrerà sotto il Viminale, la Difesa e l’Economia e addio indagini sul potere; faranno decidere alla maggioranza parlamentare, cioè al governo, i criteri di priorità sui reati da perseguire e tralasciare (legge Cartabia e proposta Bartolozzi). Così sottoporranno le Procure all’esecutivo senza neppure il fastidio di ricambiare la Costituzione.
6. SORTEGGIO VERO E FINTO
No perché, nei due Csm e nell’Alta Corte disciplinare, i membri togati verranno scelti a caso col sorteggio secco (fra i magistrati in servizio), mentre quelli laici continueranno a essere nominati dai partiti fra i loro fedelissimi (estratti da una lista, non si sa quanto lunga, approvata dalla maggioranza, cioè dal governo).
7. CORTE PIÙ POLITICA
No perché l’Alta Corte (15 membri: 9 togati e 6 laici) avrà una percentuale di membri scelti dai politici superiore rispetto a quella prevista attualmente dalla Costituzione. Nel Csm attuale sono un politico su tre, con la riforma saranno due politici su cinque: i politici passano dal 33 al 40%.
8. CORTE COL BUCO
No perché l’Alta Corte disciplinare è scritta coi piedi. (del resto, basta vedere chi l’ha scritta.)
Resta l’art. 107 della Costituzione che lascia ai Csm il potere esclusivo di radiare, trasferire o sospendere i magistrati per gravi infrazioni disciplinari. Ma l’art. 104 affida il potere disciplinare all’Alta Corte. Che così, paradossalmente, non potrà infliggere a chi sbaglia nessuna delle tre sanzioni più pesanti.
9. GIUSTIZIA INGIUSTA
No perché oggi i magistrati condannati dal Csm ricorrono, come ogni cittadino, in Cassazione. Ma la “riforma” lo vieta: contro le sanzioni dell’Alta Corte potranno ricorrere solo alla stessa Alta Corte che li ha puniti. Bella “terzietà” di giudizio.
10. CSM SEVERO
No perché l’Alta Corte non serve a nulla, se non a intimidire i magistrati.
Il Csm italiano è il più severo fra quelli dei Paesi europei paragonabili al nostro: sanziona in media lo 0,5% delle toghe l’anno, contro lo 0,2 della Spagna e lo 0,1 della Francia. Se Nordio lo volesse ancor più severo, dovrebbe impugnare più assoluzioni e promuovere più azioni disciplinari. Invece ne attiva la metà rispetto al Pg della Cassazione (33% contro 67) e fa un decimo delle sue impugnazioni (su 184 sentenze, ne ha appellate appena 6 contro le 54 del Pg).
11. POLITICI IMPUNITI
No perché non sono i magistrati che “non pagano”. I magistrati in Italia non hanno alcuna immunità, vengono indagati, arrestati, intercettati, perquisiti e condannati come ogni altro cittadino. Sono i politici che non pagano mai: in tre anni e mezzo di governo, le destre (spesso con Azione e Italia Viva) hanno negato 54 autorizzazioni a procedere su 59 per parlamentari indagati, anche per gravi reati.
12. RIFORMATORI BUGIARDI/1
No, perché i casi di cronaca citati da quelli del Sì, cioè Garlasco, migranti in Albania, Sea Watch, i bambini nel bosco, sarebbero stati identici anche se fosse stata in vigore la riforma Nordio, che non tocca né le norme penali, né quelle civili, né quelle minorili, né quelle processuali, che hanno originato quelle decisioni.
13. RIFORMATORI BUGIARDI/2
No, perché gli errori giudiziari non sono le fisiologiche valutazioni differenti dei magistrati nei vari gradi di giudizio, che fra l’altro smentiscono la leggenda dell’appiattimento dei giudici sui pm per via della loro colleganza attuale. Oltre il 50% delle decisioni dei giudici contraddicono le richieste dei pubblici ministeri. Sono rari i casi di errore giudiziario, perché gli errori giudiziari sono gli scambi di persona, solo quando si prende per vera una prova falsa, quando si capisce male un’intercettazione, quando si prende per vero un testimone falso. E non si risolvono questi errori cambiando la Costituzione, ma con gli innumerevoli gradi di giudizio che abbiamo e dopo la condanna definitiva si risolvono con il processo di revisione, che è rarissimo anch’esso.
Sette condanne annullate all’anno, lo 0,12% ogni milione di abitanti. In Inghilterra sono lo 0,3%, quindi il triplo, negli Stati Uniti lo 0,44%, cioè il quadruplo, e sono paesi con le carriere separate.
Idem per le ingiuste detenzioni, cioè per le custodie cautelari subite da indagati che poi anni dopo vengono assolti. Ogni anno ne vengono accertate l’1,15% dei casi di arresto contro il 4% della Francia, che ha le carriere separate. Quindi la riforma non c’entra niente neppure con questo: il problema si risolve ovviamente con lo Stato che risarcisce e poi si rivale sul magistrato se ha sbagliato per dolo o colpa grave.
14. VOTO UNICO
No perché il voto è unico, in blocco: basta un dubbio su uno solo dei punti fin qui toccati per bocciare la riscrittura praticamente irreversibile di ben sette articoli della Costituzione, per giunta per mano di questi padri ricostituenti semi-analfabeti.
15. NON SIAMO DEFICIENTI
No alle bugie sparate dal governo e dai suoi complici per convincerci a votare Sì trattandoci da idioti. No a chi pensa che siamo tutti deficienti.
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